lunedì 16 novembre 2009

Déjà Vu...


E' notte, alzo gli occhi, dal retrovisore piccoli punti luminosi si muovono come fuochi fatui, come will-o'-the-wisp della mitologia nordica. La mia coda dell'occhio intravede un paio di affusolati piedi nudi sul cruscotto che giocano a lasciare impronte sul parabrezza. Prima di realizzare il tutto... una voce...

- Fra! Uei! Mica ti addormenti?! E' mezz'ora che ti chiamo! Guida eh!

Perplesso mi giro, pensavo di essere solo, ma lei è lì che mi sorride. Apre dolcemente quelle labbra e il sorriso le attraversa il viso e raggiunge quegli occhi verdi che si illuminano.

- Mica ti arrabbi se appoggio i piedi? Daiiiii!!!

Quegli occhi sono ipnotici, sono per me quello che un profondo pozzo buio rappresenta per un bambino. Un intero universo. Attratto dalla bellezza di ciò che non si possiede, di ciò che non si conosce. Un magnete. E io non posso fare molto altro che sorriderle, non riesco ad emettere nessun tipo di vocalizzo. E' il sorriso più bello che abbia mai visto, il più pericoloso, il pozzo più profondo.

Allungo una mano, le faccio una carezza. La mia mano non riesce a toccarla, il mio tocco perturba solo la sua immagine. Come un sasso su un'immagine riflessa da uno specchio d'acqua.

I fantasmi non esistono, no! Ma le ombre sì!

Di colpo tutta la “realtà” intorno a me inizia a staccarsi, inizia a spellarsi di dosso e si sfalda, si frammenta come un puzzle di centinaia di pezzi che rovina a terra. Finisco in una nebbia fittissima, mi sembra di essere un astronauta che fluttua in qualche indefinibile punto nel cosmo. L'alto, il basso, la destra, la sinistra. Riferimenti senza senso! Sono completamente disorientato... no... forse sono solo in un infinitesimo angolo di tempo e spazio. E' notte fonda, ma non so dove, se dentro o fuori. Ho perso ogni riferimento. Sono ovunque e in nessun luogo.

A terra delle frecce indicano direzioni, strade. Vedo delle luci passare, sfrecciare come impulsi neuronali che attraverso sinapsi, dal nervo ottico si diffondono a domino, elettrificando tutta la corteccia e ogni cellula. Confusione, perdita di orientamento. Credo di sentire dei battiti cardiaci. Lunghi battiti... no! Profondi e lunghi pulsazioni, le mie. Sono tra sofferenza ed euforia... qualcosa la percepisco... sì. Il vuoto buio intorno riacquista consistenza. Forse ho capito... equilibrio e orientamento, tornano da non so dove. So esattamente dove mi trovo. Lo riconosco perfettamente.

So esattamente dove sono! … perso! completamente perso...

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