Il Grimaldello
- Quando parti Fra’…
- Non so di preciso… credo ultimo
week-end del mese…
- A ok… no perché, pensavo…
magari ti accompagno per il viaggio e ti aiuto con il trasloco…
Ci vuole un attimo per penetrare
le menti e i cuori delle persone. Come con un chiavistello magico che non
chiude, ma apre. Non è facile, ma è un attimo. Ci vuole un grimaldello fatto
per una specifica serratura. Quella è la chiave direte, e invece no! Perché la
chiave è stata fatta e concepita con “la” serratura. Il grimaldello per aprire
“le” serrature. Ma per entrare nelle menti e nei cuori delle persone ci vuole
un grimaldello fatto per una specifica serratura. Una cosa concepita altrove.
Uno strumento per aprire le menti e i cuori delle persone che non sa di
possedere tale unicità.
Ecco cosa è
successo. E’ successo che Edoardo, dicendo “no perché pensavo… magari” ha usato
quel grimaldello per aprire le menti e i cuori delle persone e ha aperto la mia
di mente e il mio di cuore. E bastava così. No ma veramente. No dico, bastava
così. Mi bastava che la mia mente e il mio cuore fossero aperti al mondo, in
pace. Bastava che quel portone oramai aperto lasciasse passare luce e aria
fresca. No ma veramente. No dico, non so se è chiaro, bastava così…
E invece no, evidentemente per
lui no. Evidentemente per lui non bastavano le parole, quelle, non bastava aver
usato il grimaldello specifico per una specifica serratura. Non gli è bastato
aprire quel portone e far entrare tutta quella luce e quell’aria fresca, non
gli bastava perché poi è entrato!
De Luca dice che “devono bastare
le parole scritte a suscitare il punto esclamativo in chi le sta leggendo, deve
mettercelo lui se lo sente, altrimenti mi sembra un’emozione indotta in modo
artificiale, come la scritta «applausi» in una trasmissione.” Io invece ce lo
voglio proprio mettere, perché poi Edoardo è entrato e ha comprato il biglietto
per il solo ritorno. E deve scattare l’applauso, il mio. Perché è così che poi
è iniziata una piccola dis-avventura.
Tre giorni di amicizia. Quella
utile, che risolvere le cose. Quella schietta, che non nasconde come sono
andate le cose. Quella leale, che sottintende “ci sono”. Quella complice, che
alimenta le passioni. Quella di un abbraccio su un binario alle undici di sera
con i piedi freddi e il cuore caldo, quella lì, quella che apre le menti e i
cuori delle persone.


