martedì 4 marzo 2014

Il Grimaldello



- Quando parti Fra’…
- Non so di preciso… credo ultimo week-end del mese…
- A ok… no perché, pensavo… magari ti accompagno per il viaggio e ti aiuto con il trasloco…

Ci vuole un attimo per penetrare le menti e i cuori delle persone. Come con un chiavistello magico che non chiude, ma apre. Non è facile, ma è un attimo. Ci vuole un grimaldello fatto per una specifica serratura. Quella è la chiave direte, e invece no! Perché la chiave è stata fatta e concepita con “la” serratura. Il grimaldello per aprire “le” serrature. Ma per entrare nelle menti e nei cuori delle persone ci vuole un grimaldello fatto per una specifica serratura. Una cosa concepita altrove. Uno strumento per aprire le menti e i cuori delle persone che non sa di possedere tale unicità.
Ecco cosa è successo. E’ successo che Edoardo, dicendo “no perché pensavo… magari” ha usato quel grimaldello per aprire le menti e i cuori delle persone e ha aperto la mia di mente e il mio di cuore. E bastava così. No ma veramente. No dico, bastava così. Mi bastava che la mia mente e il mio cuore fossero aperti al mondo, in pace. Bastava che quel portone oramai aperto lasciasse passare luce e aria fresca. No ma veramente. No dico, non so se è chiaro, bastava così…
E invece no, evidentemente per lui no. Evidentemente per lui non bastavano le parole, quelle, non bastava aver usato il grimaldello specifico per una specifica serratura. Non gli è bastato aprire quel portone e far entrare tutta quella luce e quell’aria fresca, non gli bastava perché poi è entrato!
De Luca dice che “devono bastare le parole scritte a suscitare il punto esclamativo in chi le sta leggendo, deve mettercelo lui se lo sente, altrimenti mi sembra un’emozione indotta in modo artificiale, come la scritta «applausi» in una trasmissione.” Io invece ce lo voglio proprio mettere, perché poi Edoardo è entrato e ha comprato il biglietto per il solo ritorno. E deve scattare l’applauso, il mio. Perché è così che poi è iniziata una piccola dis-avventura.

Tre giorni di amicizia. Quella utile, che risolvere le cose. Quella schietta, che non nasconde come sono andate le cose. Quella leale, che sottintende “ci sono”. Quella complice, che alimenta le passioni. Quella di un abbraccio su un binario alle undici di sera con i piedi freddi e il cuore caldo, quella lì, quella che apre le menti e i cuori delle persone.
 
http://grigisubianco.blogspot.com/