mercoledì 10 agosto 2011

Gliu uzzarieglie


Daniela ha circa 30 anni, ma si sa, l'età di una donna è sempre misurata per difetto. Daniela veniva affettuosamente chiamata da Vincenzo, gliu Uzzarieglie. Daniela è una lancia di 4m e mezzo, ma io da sempre l'ho conosciuta con il suo vezzeggiativo, sì vezzeggiativo più che diminutivo. Questa è la sua storia, questa è la storia di Daniela, gli'Uzzarieglie...


Una volta mi bacchettarono perché la chiamavo così. Mi dissero che non era un gozzo, ma una lancia, una lancia a remi. Si ci può andare massimo in quattro, si ok, se i passeggeri sono, come dire, poco ingombranti, anche in cinque, ma si starebbe scomodi, quattro secondo me è il massimo, due è il numero perfetto. Uno a prua, l'altro a poppa, uno a babordo, l'altro a tribordo, uno al centro ai remi, l'altro a poppa seduto di fronte che assapora il mare, o ancora meglio, tutti e due sdraiati ncòppe gli pagliuoglie, sul paiolato.
Il gozzo non è un'imbarcazione, il gozzo è il mare. Era la barca dei pescatori di un tempo, era la barca di mio nonno che arrotondava il misero stipendio alzandosi alle quattro, cinque di mattina, prendeva il suo secchio di granchi e andava sulle praterie di posidonia di fronte casa, abbasce a mare, a sfidare l'intelligenza dei polpi che poi rivendeva al mercato del pesce o ai ristoranti, quasi tutti, un paio li conservava per me, il primo dei due unici nipoti. Era il più bravo, dicono!

Ma sto divagando, il gozzo dicevo, non è un'imbarcazione, il gozzo è il mare, gliu uzzarieglie non ha un vero e proprio motore, ha due remi e a volte un così detto fuori bordo, un piccolo motore di pochi cavalli che serve per fare dei giri un po' più lunghi, di qualche km lungo la costa. Gliu uzzarieglie è una noce in mezzo al mare, è in completa balia del mare. E' un'entità paradossale, il gozzo ha proprietà magiche e non è adatto a chi soffre il mare. Anche quando c'è mare, è maletiempe, il gozzo va da una parte all'altra, sembra quasi stia lì per rovesciarsi ma niente, si rimette dritto, gliu uzzarieglie è un po' come ercolino sempre in piedi. Ma è quando c'è bonaccia, quando il mare è calmo, è bontiempe, è una tavola, la mattina ad esempio, o la sera, è quando il mare ha cessato la sua rabbia che gliu uzzarieglie diventa sublime. Non ha una copertura vera e propria, ci si può improvvisare un tettuccio di stoffa per ripararsi un po' dal sole nelle ore più calde del giorno. E' solo a bordo di un gozzo che si può assaporare veramente il mare. Il gozzo in realtà è un sommergibile, il mezzo per arrivare dove non si potrebbe arrivare, è il vero mezzo per scovare l'animo nascosto del mare, paradiso e inferno, quiete e tempesta, i due estremi a cui si può tendere, è l'estensione delle 8 ottave e mezzo. Non credere di rimanere asciutto, non credere di essere riparato dal sole, non credere di essere completamente protetto a bordo di un gozzo, non lo sarai mai completamente. Gliu Uzzarieglie è difficile, in realtà piace a pochi, davvero pochi. Daniela ha 30 anni o forse qualcuno di più, Daniela ha la mia età e la amo perchè amo il mare, perchè ne ho una profonda paura!

Amo quando la mattina molto presto con il silenzio intorno me ne vado in giro, amo quando c'è ponente e la lascio senza ormeggi o ancoraggi andare allo scarroccio, mentre a prua assorbo il sole e la salsedine. Ho i brividi quando il mare si ingrossa, mi prende alla sprovvista e le onde ai miei lati sono più alte di me, ho paura quando per cercare di non essere rovesciato cerco di tagliarle, amo quando sono in lotta con il mare, sentirmi inerme e uscirne sopravvissuto.

Oggi Daniela non è più gliu uzzarieglie di un tempo. Oggi Daniela ha una falla. Oggi lo scudo impenetrabile che la rendeva parte del mare, che la proteggeva dalla sua stessa natura è rotto, è fragile. Oggi imbarca acqua e da un po' è in continua lotta per la sopravvivenza. La sostanza che la rendeva bella, l'elemento che amava ciclicamente dominare o esserne dominato la rende schiava. Il patto con il diavolo è rotto, oggi il mare la vuole a sé. Ed è faticoso e doloroso. E' frustrante che dal giorno in cui è finita su quei maledetti scogli di cui si fidava così ciecamente, non è più la stessa! Periodicamente va liberata dal mare che la invade, periodicamente, schiena al sole, va liberata dall'essenza stessa che la rendeva bella. Soffre e lotta per restare a galla.

Se ieri poteva avere un suo fascino, se ieri solo in pochi potevano veramente apprezzarla, oggi che fascino può avere un fallato guscio di noce?


“Pensavo a cosa risponderti, cosa suggerirti, ma non si può
chiedere ad un vetro trasparente di non lasciarsi trafiggere
dai raggi del sole. Siamo quello che siamo e la tua fragilità
è il tuo destino e la tua bellezza.
Amati per quello che sei perchè io lo faccio, visceralmente”
… Cara Daniela!




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