mercoledì 1 luglio 2009

"L'inferno ha un tempo solo, la vita un giorno ricomincia"


Ci sono cose che hanno un'incisività, una prepotenza, almeno su di me, hanno una forza ed io non posso che avere il favore, la fortuna di esserne succube.

L'altra sera ero a Roma. Questa volta il luogo e il tempo hanno un valore, un significato.
L'altra sera ho avuto il privilegio, il grande privilegio di essere domato dalla forza emotiva di uno scrittore.
L'altra sera ero insieme a centinaia di altre persone alla Basilica di Massenzio, ero lì per ascoltare le parole di un ragazzo, un ragazzo che ha fatto una scelta ha rinunciato ad una vita normale, come ognuno di noi la desidera e si è schierato. “Io non ci sto!”
L'altra sera ho ascoltato le parole di Roberto Saviano e vorrei descrivere solo i pochi enormi minuti iniziali di una serata che non dimenticherò tanto facilmente.

Parto da Viterbo appena dopo il lavoro, arrivo a Roma, Colosseo, e mi aggiungo ad una interminabile fila, piove, ma sono tutti lì, decine e decine di giovani. La fila, la prima è per prendere il biglietto, gratuito. Subito dopo ci aggreghiamo alla seconda, ed entriamo. La cornice è da togliere il fiato, siamo all'aperto e la diroccata Basilica è bellissima e per me è la prima volta. Il palco è sotto l'unica navata ancora in piedi, la tanta gente si siede e moltissimi restano in piedi. Come in un meraviglioso teatro la luce tramonta, con lo stesso effetto dei riflettori che lentamente si affievoliscono per dare vita al palco, sembra fatto apposta, la pioggia si è fatta da parte.
L'attesa, come ogni attesa ha il suo bel gusto, e ti immagini cosa possa succedere. Quando oramai la luce è via, entra un'organizzatrice e insieme all'assessore alla cultura, con convenevoli che non commento, danno il via alla serata.

Entra una donna, un'attrice, Anna Bonaiuto. Ha i suoi fogli, il leggio è lì e dal maxi schermo, tutti possono anche vedere. Leggerà una parte dell'introduzione del nuovo libro/raccolta di scritti di Roberto, La bellezza e L'inferno. E' brava, parecchio, e riesce in una meravigliosa impresa, dà accenti, tonalità, pause, intensità a bellissime parole che Roberto scrive. E l'emozione è inevitabile, sì perchè parlando della sua situazione delle sue motivazioni, Roberto parla di noi, parla di me, parla della tua vita, delle nostre cose, paure e debolezze. E ci parla di speranza. Lei esce tra i fragorosi applausi e Roberto prende il suo posto. Sale sul palco, lui e il suo smagliante e imbarazzato sorriso. L'applauso continua e tutti sono in piedi. Dal maxi schermo lo vedono tutti. Il primo piano su Roberto non lascia intendere, è emozionato molto e la sua emozione è vera perchè arriva, si fa strada tra la folla e arriva diretta come la freccia scoccata da Ulisse che trapassa i dodici scudi. Il suo sorriso si allarga e con le sue mani inizia nervosamente e ripetutamente e freneticamente a sfregarle sulla sua testa, sul suo viso, forse nel tentativo di mascherare, frenare, controllare un'enorme e sincera emozione.

Il tutto diventa una sola cosa, applaudo, sorrido e una lacrima mi spunta da un lato degli occhi, una sola.

Grazie Roberto! Grazie per la speranza di cui abbiamo tutti bisogno.



P.S. Ve ne consiglio la lettura.

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